Palermo ( martedì, 27 gennaio 2026)– Era scomparso nel luglio 2025, subito dopo che la Corte di Cassazione aveva reso definitiva la condanna a suo carico per numerosi reati predatori commessi tra le province di Palermo e Messina. La latitanza del 57enne si è conclusa nella mattinata di ieri, 26 gennaio, quando i carabinieri lo hanno individuato e arrestato all’interno di una struttura alberghiera di Cadelbosco di Sopra, nel Reggiano. L’operazione è scattata intorno alle 11.30.
di Marika Ballarò
L’intervento è nato da una segnalazione della centrale operativa della Compagnia di Guastalla, attivata dai sistemi informatici di monitoraggio degli alloggiati nelle strutture ricettive. I militari della locale Stazione si sono quindi recati nell’hotel per un controllo. Durante l’identificazione, i sospetti hanno trovato riscontro: l’uomo, originario di Messina, senza fissa dimora, risultava destinatario di un provvedimento di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Patti.
Il 57enne era ricercato per fatti di particolare gravità avvenuti tra il 16 ottobre 2016 e il 12 gennaio 2017. Le indagini avevano accertato la sua partecipazione a un’associazione criminale dedita a rapine aggravate, furti in abitazione e tentativi di furto, messi a segno in diversi comuni delle province di Messina e Palermo, tra cui Ucria, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Lascari e Termini Imerese.
Il procedimento giudiziario si era concluso con una prima sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Patti il 3 marzo 2022, successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Messina il 15 settembre 2023. La decisione è diventata definitiva il 2 luglio 2025, dopo che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato. Da allora l’uomo si era reso irreperibile.
Dopo l’arresto in albergo, il 57enne è stato accompagnato presso la caserma dei carabinieri di Cadelbosco di Sopra per le procedure di legge e, al termine degli accertamenti, trasferito nella casa circondariale di Reggio Emilia. Dovrà scontare una pena residua di quattro anni di reclusione, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a duemila euro.
Last modified: Gennaio 29, 2026

