Palermo– La mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, approderà a Sala d’Ercole martedì 2 dicembre, con avvio della discussione previsto per le 14. I gruppi di opposizione – M5S, Pd e Controcorrente – avranno a disposizione tre ore per illustrare le motivazioni alla base dell’iniziativa.
di Marika Ballarò
Il documento è stato ufficialmente presentato all’Ars nel pomeriggio, corredato da 23 firme. I capigruppo Antonio De Luca, Michele Catanzaro e Ismaele La Vardera accusano il governo regionale di essere “travolto da scandali e inefficienze”, sostenendo che l’esecutivo avrebbe “portato la Sicilia in un vicolo cieco”. E aggiungono, con tono polemico, che la mozione “obbligherà Schifani a ritrovare quella via per Sala d’Ercole che, politicamente, sembra avere smarrito”.
Già nei giorni precedenti le tre forze politiche avevano illustrato il contenuto della mozione in conferenza stampa, elencando criticità e mancati risultati legislativi, oltre alle tensioni interne alimentate anche dalle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti della maggioranza, tra cui il caso Cuffaro.
Il voto sulla sfiducia non rappresenta soltanto un passaggio istituzionale: per l’opposizione è anche una prova politica in vista della costruzione di un nuovo fronte di centrosinistra. Sul nodo della scelta del futuro candidato alla presidenza della Regione emerge però più di una divergenza.
La Vardera spinge con forza per le primarie, arrivando a ipotizzare una sua candidatura autonoma qualora non venissero celebrate o se intervenissero pressioni esterne. Pd e M5S mantengono un atteggiamento più prudente: non escludono l’opzione delle primarie, ma chiedono prima di definire insieme regole e percorso.
Last modified: Novembre 25, 2025

