Scritto da 9:41 am Cronaca, Palermo, Top News

Chiavi clonate per rubare auto di lusso: smantellato il sistema arrivato dalla Francia. Tre persone indagate

Palermo– Un sofisticato sistema elettronico per rubare auto senza scasso né effrazione è arrivato fino a Palermo dalla Francia. L’inchiesta, coordinata dalla Procura del capoluogo siciliano e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, ha portato all’esecuzione di cinque perquisizioni e tre sequestri preventivi d’urgenza su conti correnti, riconducibili a tre indagati accusati di far parte di un’organizzazione criminale specializzata nei furti di veicoli di alta gamma.

di Marika Ballarò

Secondo quanto emerso, il principale indagato sarebbe un cittadino francese, al vertice di una rete che operava in più Paesi europei. In Sicilia aveva stabilito contatti con un tecnico palermitano dotato di notevoli competenze informatiche ed elettroniche, già noto alle forze dell’ordine per vicende simili e ora di nuovo al centro delle indagini.

L’accordo tra i due avrebbe consentito l’arrivo in Italia di dispositivi elettronici in grado di clonare le chiavi originali delle auto, bypassando completamente i sistemi di sicurezza. Le vetture potevano così essere aperte e avviate in pochi secondi, senza lasciare segni di effrazione.

Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno scoperto un laboratorio segreto a Palermo, equipaggiato con strumentazioni di ultima generazione utilizzate per progettare e assemblare i congegni illegali. Ulteriore materiale d’interesse investigativo è stato sequestrato in una sede commerciale a Milano, tra cui due apparecchi OBD (On Board Diagnostics) completi di chiavi già pronte per l’uso e un elenco di spedizioni destinate a clienti in diversi Paesi del mondo.

L’indagine fa parte di un’operazione coordinata a livello europeo grazie alla collaborazione con Eurojust, l’agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria, che ha coinvolto anche le autorità francesi e britanniche. Dalle verifiche condotte all’estero è emerso che la banda produceva e vendeva strumenti capaci di avviare auto attraverso chiavi non codificate, favorendo così una fitta rete di furti in Europa.

Tra i complici, gli investigatori hanno individuato anche un titolare di un’officina autorizzata di un noto marchio automobilistico, che avrebbe fornito chiavi originali poi inviate in Cina per essere decodificate e replicate. Il capo dell’organizzazione, inoltre, avrebbe compiuto diversi viaggi a Dubai per testare i dispositivi su modelli di lusso, documentandone l’efficacia e curando la commercializzazione a livello internazionale.

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Last modified: Novembre 12, 2025
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