Palermo ( sabato, 3 gennaio 2026)– Dallo Zen arriva un invito forte e simbolico: partecipare in massa alla messa di domenica 4 gennaio nella chiesa di San Filippo Neri, recentemente presa di mira da alcuni colpi di arma da fuoco. Un gesto pensato per manifestare vicinanza al parroco, padre Giovanni Giannalia, e per lanciare un segnale di reazione collettiva contro il clima di violenza che da tempo grava sul quartiere.
di Marika Ballarò
A promuovere l’iniziativa è Antonio Sanfilippo, insegnante dell’istituto Falcone, già noto per aver denunciato pubblicamente il disagio profondo vissuto dai più giovani dopo l’omicidio di Paolo Taormina. Oggi, a distanza di mesi e dopo i nuovi episodi intimidatori, torna a farsi sentire con un appello alla partecipazione e alla responsabilità civica.
L’invito è rivolto a cittadini, studenti e lavoratori: essere presenti alla celebrazione delle 11 come segno concreto di solidarietà. “È importante dimostrare che il parroco non è isolato e che il quartiere non si arrende”, spiega Sanfilippo, che conosce bene lo Zen, dove è cresciuto e dove ha scelto di tornare anche come docente.
Secondo l’insegnante, il tema della speranza resta centrale, soprattutto in un contesto dove molti ragazzi non hanno ancora interiorizzato i valori della legalità. La scuola, insieme alla Chiesa e al mondo dell’associazionismo, può svolgere un ruolo decisivo nel costruire alternative credibili e nel contrastare la cultura della violenza.
Un pensiero condiviso anche da fra Mauro Billetta, parroco di Sant’Agnese a Danisinni, che ha commentato quanto accaduto sottolineando come fenomeni simili non possano essere letti isolando un singolo quartiere. Il problema, osserva, riguarda un’intera generazione cresciuta senza adeguati strumenti educativi, terreno fertile per il reclutamento criminale.
Per questo, ribadisce, è fondamentale sostenere chi ogni giorno vive onestamente in questi contesti difficili e subisce pressioni, minacce ed estorsioni. L’appuntamento di domenica diventa così non solo un momento religioso, ma un segno pubblico di vicinanza, dignità e resistenza civile.
Last modified: Gennaio 4, 2026

