Scritto da 10:46 pm Palermo, Cronaca, Top News

Crisi in Venezuela, cresce l’ansia per la comunità siciliana tra Caracas e Maracaibo

Palermo ( domenica, 4 gennaio 2026)– Sono ore di forte apprensione per i tanti siciliani che vivono in Venezuela, in particolare nelle aree di Caracas e Maracaibo, dopo l’operazione militare statunitense che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie. Le azioni condotte contro obiettivi militari hanno generato incertezza e timori tra i connazionali residenti nel Paese sudamericano, che ora attendono di capire quali saranno gli sviluppi.

di Marika Ballarò

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato gli italiani presenti in Venezuela a limitare al massimo gli spostamenti e a rimanere nelle proprie abitazioni. Al momento, lasciare il Paese risulta estremamente difficile. Indicazioni simili arrivano anche dal portale “Viaggiare Sicuri” della Farnesina, che raccomanda prudenza assoluta e segnala la possibilità di contattare l’Ambasciata italiana a Caracas in caso di emergenze.

Secondo le stime ufficiali, sono circa 160 mila i cittadini italiani registrati presso i consolati venezuelani, mentre oltre un milione e mezzo di persone avrebbe origini italiane. Una presenza numerosa, frutto di flussi migratori storici soprattutto dal Sud Italia e in particolare dalla Sicilia, che rende la situazione seguita con attenzione anche dalle istituzioni italiane.

Oltre ai legami umani, tra Italia e Venezuela esiste una relazione commerciale consolidata nel tempo, sebbene fortemente ridimensionata nell’ultimo decennio. L’Italia rappresenta oggi uno dei principali partner europei per l’export venezuelano, collocandosi al quinto posto tra i mercati di destinazione, con una quota poco superiore al 4%.

L’interscambio complessivo tra i due Paesi ammonta a circa 278 milioni di euro, con una flessione rispetto all’anno precedente. Le esportazioni italiane verso il Venezuela riguardano soprattutto macchinari, prodotti petroliferi raffinati e beni alimentari, mentre l’Italia importa principalmente materie prime provenienti da miniere e cave, oltre a prodotti metallurgici.

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Last modified: Gennaio 4, 2026
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