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Falsomiele, smantellato il “fortino della droga”: in 80 ora verso il processo. Cocaina, eroina e affari davanti ai bambini

Palermo ( giovedì, 27 novembre 2025)– A Falsomiele, per anni, una parte del quartiere si sarebbe trasformata in una vera e propria roccaforte dello spaccio, un luogo dove – giorno e notte – era possibile acquistare cocaina, hashish, crack ed eroina. È l’immagine che emerge dall’inchiesta dei carabinieri culminata lo scorso settembre con 7 arresti e che ora, con la chiusura delle indagini, porta 80 persone a rischio rinvio a giudizio.

di Marika Ballarò

Secondo la Procura, coordinata dai sostituti Luisa Bettiol e Luisa Vittoria Campanile, al vertice del gruppo ci sarebbe stata la famiglia di Giuseppe Caruso e Sergio Sangiorgio. Le intercettazioni restituirebbero un quadro inquietante: movimenti ingenti di denaro, discussioni sulla “qualità” della droga, la paura dei sequestri e persino episodi in cui l’eroina sarebbe stata tagliata in ambienti domestici, alla presenza di bambini. Una dinamica che dimostrerebbe, per gli investigatori, l’assoluta spregiudicatezza del sistema.

Dalle conversazioni captate emerge un dato chiaro: la sostanza su cui il gruppo puntava maggiormente era la cocaina. Non solo per i margini economici più elevati, ma soprattutto per la platea dei consumatori. In una delle conversazioni riportate dagli inquirenti, un indagato sosteneva che “la coca la usano tutti: magistrati, padri di famiglia, muratori, commercianti… l’eroina ormai non la vuole più nessuno”.

L’inchiesta, lunga e complessa, ha ricostruito un arco temporale che va dal 2019 al 2022. Tutto sarebbe iniziato quasi per caso: l’arresto di Giuseppe Caruso trovato a coltivare marijuana in una sua proprietà avrebbe portato i carabinieri a indagare più a fondo, fino a scoprire quello che il gip Filippo Serio definì “un sistema impenetrabile”, un quartiere riorganizzato come una piazza di spaccio controllata da un unico nucleo familiare, con vedette, punti di accesso blindati e ruoli ben definiti.

Con la conclusione dell’indagine, la Procura si prepara ora a chiedere il processo per l’intero gruppo di indagati, dai presunti organizzatori agli incaricati di distribuire, custodire o confezionare la droga. Molti di loro erano rimasti in libertà dopo gli arresti di settembre, ma adesso la posizione di ciascuno sarà vagliata da un giudice dell’udienza preliminare.

Un quadro che conferma quanto Falsomiele fosse diventata, negli ultimi anni, una delle piazze più redditizie e strutturate dello spaccio palermitano, con un giro d’affari che – secondo i carabinieri – poteva raggiungere cifre enormi, alimentate da una clientela trasversale e costante. La fase successiva sarà il vaglio del Gup: solo allora si saprà quanti dei coinvolti finiranno realmente davanti a un tribunale.

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Last modified: Novembre 27, 2025
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