Scritto da 10:45 am Attualità, Palermo, Top News

Grand Stand Arena a Palermo, il M5S attacca: “Costi e scelta della Favorita tradiscono la rigenerazione delle periferie”

Palermo ( sabato, 17 gennaio 2026)– Il Movimento 5 Stelle ribadisce la propria contrarietà al progetto di trasferimento della Grand Stand Arena all’interno del parco della Favorita. A intervenire è il consigliere comunale Antonino Randazzo, che sottolinea come le risposte fornite dal ministro per lo Sport Andrea Abodi a un’interrogazione parlamentare abbiano rafforzato i dubbi già espressi in precedenza dal M5S.

di Marika Ballarò

Il piano allo studio prevede lo spostamento della struttura sportiva, utilizzata anche per incontri degli Internazionali d’Italia di tennis, da Roma a Palermo, con una collocazione individuata in viale Diana. Una scelta che, secondo Randazzo, si pone in evidente contraddizione con la narrativa della rigenerazione urbana richiamata dal Governo. “Si parla del ‘modello Caivano’ e di recupero delle periferie – evidenzia – ma poi si propone di installare l’impianto nel cuore della città, in un’area come la Favorita, che certo non può essere considerata periferica. Così si tradisce lo spirito stesso di quel modello”.

Il consigliere pentastellato punta poi l’attenzione sull’aspetto economico dell’operazione. Dalle parole del ministro Abodi, ricorda Randazzo, emerge che la struttura è attualmente in locazione fino alla fine del 2028 e che il riscatto avrebbe potuto essere valutato più avanti. La decisione di anticiparlo deriverebbe dall’intenzione di Roma di non utilizzare più l’impianto, ma i costi finirebbero per ricadere interamente sul Comune di Palermo. “Si tratta di una cifra superiore ai 6 milioni di euro – afferma – che graverebbe su un ente già in difficoltà finanziaria, sottraendo risorse a settori fondamentali come scuole, manutenzione urbana, illuminazione e servizi sociali”.

Secondo Randazzo, l’intervento avrebbe avuto una reale utilità solo se inserito in un progetto coerente di rilancio delle aree più fragili della città. “In passato – ricorda – si era ipotizzata una collocazione a Borgo Nuovo, nell’area del Parco Tindari, che avrebbe potuto trasformare l’impianto in un volano di inclusione e riscatto sociale. In ogni caso, i costi del riscatto e del trasferimento avrebbero dovuto essere sostenuti dallo Stato, non dal Comune”.

Il consigliere M5S conclude sottolineando un elemento che lascia ancora spazio a un cambio di rotta: la localizzazione definitiva dell’arena non è stata ancora fissata. “Il ministro ha chiarito che in fase di progettazione esecutiva è ancora possibile modificare la destinazione – osserva –. Il sindaco Lagalla ha dunque la possibilità di intervenire: se vuole davvero parlare di riqualificazione urbana e sociale, scelga con coraggio le periferie come Borgo Nuovo, Zen, Sperone o Villaggio Santa Rosalia, dove esistono aree già destinate ad attrezzature sportive”.

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Last modified: Gennaio 22, 2026
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