Palermo ( mercoledì, 16 luglio 2025) – Dopo le contestazioni avvenute durante i festeggiamenti di Santa Rosalia, smorzate dal sindaco (“Libera e democratica espressione”), dura lettera dei presidenti di circoscrizione: “C’è una distanza tra la Giunta e i palermitani. Il mancato decentramento elemento nodale di tale dissonanza”. Opposizioni all’attacco, gelo nella maggioranza.
di Marika Ballarò
Prima i fischi durante il Festino di Santa Rosalia, poi il fuoco amico dei presidenti di circoscrizione. E a ruota le critiche delle opposizioni, mentre cala il gelo nella maggioranza. Il sindaco Roberto Lagalla finisce al centro delle contestazioni. Con lui la sua Giunta. “I fischi non sono semplicemente una superficiale manifestazione di disapprovazione, ma il sintomo evidente di un malessere profondo e di una distanza tra il governo della città e i palermitani”. L’incipit della lettera dei presidenti delle otto circoscrizioni – tutti di centrodestra tranne il dem Marcello Longo dell’ottava – apre un caso politico all’interno della maggioranza.
Lagalla prova a smorzare le polemiche, ma la voce degli alleati non si sente – ad eccezione del governatore Renato Schifani, secondo cui il sindaco “sta lavorando bene e con coraggio, risanando i conti del Comune” e del consigliere di Fdi Giuseppe Milazzo – e rende più evidenti le assenze durante la sfilata del carro della Santuzza lungo il Cassaro. Al Festino, infatti, più di mezza Giunta non c’era e mancava un bel pezzo di Consiglio, a partire dall’intero ufficio di presidenza. Il presidente Giulio Tantillo, ad esempio, ha partecipato solo alle due celebrazioni religiose, dove l’arcivescovo ha parlato di una Palermo “avvilita e tormentata dalla violenza”. Lagalla, mai così “solo” dall’inizio del suo mandato, oggi incontrerà a Roma, assieme ai colleghi dell’Anci, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, proprio per parlare di sicurezza.
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Last modified: Luglio 16, 2025

