Palermo ( giovedì, 25 dicembre 2025)– Durante l’omelia della Messa di Natale in Cattedrale, l’arcivescovo Corrado Lorefice ha invitato i fedeli ad “aprire gli occhi” e a “alzare lo sguardo”, guardando “ad altezza di Dio e dell’uomo”. Con un messaggio ricco di speranza, ha esortato tutti a dire “grazie”, ringraziando Dio e reciprocamente per ogni gesto d’amore, ogni sguardo donato, ogni mano tesa, ogni parola di perdono. Ha sottolineato l’importanza di riconoscere i piccoli e grandi atti di amore che fanno la differenza nella vita di ogni giorno.
di Marika Ballarò
L’arcivescovo ha poi ricordato le vittime di violenza e ingiustizia, citando i genitori di giovani strappati tragicamente alla vita, come Sara Campanella, Roberta Siragusa e Paolo Taormina, e il giovane libico Alaa Faraj, detenuto da dieci anni ma testimone di fiducia nella giustizia e nella non violenza. “Grazie”, ha detto, “per l’abbraccio che ho ricevuto dai genitori di questi giovani e da tutti coloro che hanno sofferto per ingiustizie e violenze”.
Lorefice ha anche espresso gratitudine per le persone che ogni giorno combattono per la pace e la giustizia, come i giovani che si sono indignati contro la violenza in Terra Santa, o come Maoz Inon e Aziz Abu Sarah, un israeliano e un palestinese uniti dalla sofferenza e divenuti testimoni di pace. Ha poi ringraziato le persone di Palermo, come i bambini multietnici di Casa Ancora, che lo chiamano affettuosamente “Don Vescovo”, e tutti coloro che lo hanno accolto con sorrisi, abbracci e parole di affetto nelle strade della città.
Concludendo il suo messaggio, Lorefice ha fatto un appello a costruire una città più giusta, fraterna e solidale, invitando tutti a prendere parte nella responsabilità condivisa di rendere il mondo un luogo migliore, basato sulla convivenza e sull’amore reciproco.
Last modified: Dicembre 29, 2025

