Palermo ( venerdì, 23 gennaio 2026)– In Italia la povertà educativa inizia a manifestarsi già nei primissimi anni di vita e tende a consolidarsi nel tempo, incidendo in modo significativo sui percorsi scolastici e di crescita dei minori. L’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia rimane fortemente diseguale e, negli anni successivi, aumenta il rischio di abbandono precoce degli studi. In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, Mission Bambini richiama l’attenzione su un fenomeno che coinvolge circa un milione di bambini e ragazzi, rilanciando il proprio impegno attraverso la rete delle Stelle Mission Bambini, centri educativi attivi nelle aree più fragili del Paese.
di Marika Ballarò
La Sicilia è una delle regioni in cui le criticità emergono con maggiore evidenza. Meno del 20% dei bambini tra zero e due anni riesce ad accedere a un servizio educativo per la prima infanzia, un dato che colloca l’Isola nelle ultime posizioni a livello nazionale e ben al di sotto dei parametri fissati dall’Unione europea. Una carenza strutturale che limita le opportunità educative fin dall’inizio, soprattutto per le famiglie che vivono in contesti di maggiore vulnerabilità sociale.
Con il passare degli anni, le disuguaglianze si amplificano. In Sicilia oltre il 14% dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona prematuramente il percorso di istruzione e formazione, una percentuale nettamente superiore alla media italiana, che si attesta intorno al 10%. Un dato che evidenzia le difficoltà nel garantire continuità e sostegno lungo l’intero percorso scolastico. «Quando mancano servizi educativi nei primi anni di vita e riferimenti stabili durante la crescita – spiega Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini – le fragilità si accumulano. Il nostro lavoro punta a intervenire precocemente e ad accompagnare bambini e ragazzi nel tempo, evitando che il disagio diventi un’emergenza».
Le Stelle Mission Bambini nascono proprio con questo obiettivo: offrire percorsi educativi continuativi, dal nido all’adolescenza, attraverso attività formative, supporto allo studio e affiancamento alle famiglie. I centri sono realizzati in collaborazione con partner locali e operano nei territori più esposti al rischio di povertà educativa. Attualmente la rete conta 27 strutture in 15 città italiane, tra cui Napoli, Roma, Milano, Bari e Catania. In Sicilia sono due le Stelle attive: una a Palermo, nei quartieri Brancaccio, Guadagna e San Filippo Neri-Zen, e una a Catania, nel quartiere Librino.
«Dietro ogni statistica ci sono storie reali – conclude Oltolini –: famiglie che non trovano un posto al nido, bambini che faticano a recuperare competenze di base, adolescenti che rischiano di interrompere gli studi. Le Stelle Mission Bambini funzionano perché nascono dal lavoro sul campo e dalla collaborazione con le realtà locali, che conoscono a fondo bisogni e potenzialità delle comunità. Continuità, vicinanza e alleanze educative sono la chiave per contrastare davvero la povertà educativa».
Last modified: Gennaio 26, 2026

