Palermo ( giovedì, 5 febbraio 2026)– Una banca clandestina, priva di qualsiasi autorizzazione, capace di far transitare oltre quattro milioni di euro e di raggirare più di 500 persone in tutta Italia. È quanto emerso da un’indagine condotta dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Ancona, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di due soggetti, al sequestro di 15 conti correnti tra Italia e Polonia e all’oscuramento della piattaforma web utilizzata per le operazioni illecite.
di Marika Ballarò
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, ha ricostruito l’esistenza di un’organizzazione che avrebbe creato un vero e proprio istituto bancario parallelo, con collegamenti anche in Polonia e Bulgaria. Il gruppo era in grado di offrire servizi tipici del settore finanziario, come l’apertura di conti esteri, la concessione di finanziamenti e la proposta di presunti investimenti.
Il sistema si presentava all’esterno come una “community” orientata al benessere economico dei propri aderenti. Dietro questa facciata, secondo gli inquirenti, operava invece un meccanismo truffaldino fondato su promesse di rendimenti elevati, veicolati attraverso operazioni indicate come “cashback”, stratagemma utilizzato per aggirare i controlli delle Fiamme gialle.
Fondamentale per il funzionamento della struttura sarebbe stato il rapporto fiduciario instaurato dai sedicenti promotori finanziari con le vittime, di età compresa tra i 20 e gli 85 anni. Molti di loro avrebbero investito risparmi personali, pensioni o somme ottenute ricorrendo a prestiti.
Le indagini hanno infine delineato i contorni di un vero e proprio schema Ponzi, diffuso in numerose province italiane, tra cui Ancona, Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari e Palermo.
Last modified: Febbraio 9, 2026

