Palermo ( mercoledì, 6 agosto 2025) – Il 27enne, reo confesso del femminicidio a Messina della studentessa di Misilmeri, si sarebbe chiuso in bagno senza che il detenuto con cui condivideva la cella si accorgesse di nulla.
di Marika Ballarò
Si è tolto la vita, probabilmente schiacciato dal peso di ciò che ha commesso. È morto suicida in carcere Stefano Argentino, l’assassino della giovane Sara Campanella, la studentessa di 21 anni di Misilmeri che studiava all’Università di Messina alla facoltà di Tecniche di laboratorio biomedico accoltellata dal giovane originario di Noto lo scorso 31 marzo.
Il 27enne, che era detenuto al Gazzi di Messina, dopo essersi dichiarato colpevole era in attesa del processo: come confermato da fonti all’interno del carcere a PalermoToday, questo pomeriggio si sarebbe chiuso in bagno e si sarebbe impiccato con le lenzuola. Con lui un altro detenuto più anziano che tuttavia non si sarebbe accorto di niente.
A settembre sarebbe dovuto iniziare il processo con rito immediato per il femminicidio. Sul banco degli imputati proprio il giovane reo confesso al quale venivano contestate anche le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. La Procura sosteneva che avesse agito per motivi abietti e futili, quali il non accettare il fatto che Sara Campanella non volesse intrattenere alcun rapporto con lui e non gli avesse risposto a un messaggio.
Al 27enne era stata negata la perizia psichiatrica chiesta dal suo legare difensore, l’avvocato Giuseppe Cultrera. Tra i motivi il fatto che avrebbe cercato su internet alcune tipologie di coltelli, l’arma con la quale la giovane Sara è stata ammazzata. Questa circostanza ha spinto così spinto gli inquirenti a credere che avesse intenzione di commettere l’omicidio già mesi prima.
Last modified: Agosto 6, 2025

