Palermo– Totò Cuffaro ha annunciato le proprie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia Cristiana, facendo un passo indietro dopo l’inchiesta che lo vede coinvolto, insieme ad alcuni suoi collaboratori, in presunti sistemi di corruzione e appalti truccati nella sanità. In un comunicato, l’ex governatore della Sicilia ha ringraziato tutti coloro che lo hanno sostenuto nel corso degli anni: “Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito”.
di Marika Ballarò
Le dimissioni sono state presentate al presidente del partito Renato Grassi e al segretario organizzativo nazionale Pippo Enea. Il consiglio nazionale della Dc, convocato per il 20 novembre, dovrà esaminare le dimissioni e decidere le successive mosse organizzative del partito.
Nonostante in passato sia stato condannato per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio, Cuffaro non ha mai interrotto la sua attività politica. Secondo fonti interne al partito, la decisione di lasciare la carica potrebbe preludere a un azzeramento delle cariche politiche della Dc, con l’obiettivo di limitare i danni reputazionali e garantire stabilità in un momento di forte tensione.
Tra le accuse al centro dell’inchiesta vi sarebbero presunti metodi clientelari, tra cui l’assegnazione di appalti e concorsi a favore di persone vicine al suo entourage. L’inchiesta ha portato anche alla fissazione di interrogatori, previsti per il 14 novembre, che coinvolgeranno Cuffaro e il deputato di Noi Moderati, Saverio Romano.
Dopo anni di presenza politica, inclusi i tentativi di ricandidarsi alla presidenza della Regione Siciliana, Cuffaro lascia così la guida della Dc in un momento particolarmente delicato per il partito.
Last modified: Novembre 10, 2025

