Palermo (mercoledì, 1 ottobre 2025)– Il Tribunale del Riesame ha revocato un sequestro preventivo da circa 500 mila euro che era stato disposto a inizio settembre nei confronti di una società palermitana attiva nel settore della cantieristica navale in Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Trieste per reati di natura fallimentare e fiscale.
di Marika Ballarò
I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai legali del titolare della società – gli avvocati Salvo Battaglia e Silvia Scrivano – restituendo diversi beni, tra cui una villa con piscina situata a Carini, due orologi Rolex e un lingotto d’oro.
L’uomo, attualmente indagato anche per bancarotta fraudolenta, è accusato di aver svuotato le casse aziendali in un periodo di grave crisi economica per la sua impresa. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe sottratto risorse economiche destinate all’attività aziendale per utilizzarle a fini personali: viaggi, soggiorni in strutture di lusso, acquisti di gioielli e biglietti per eventi.
L’indagine ha rilevato un passivo di circa 8 milioni di euro, che ha portato alla liquidazione giudiziale dell’impresa per insolvenza. Secondo l’accusa, le condotte dell’imprenditore avrebbero danneggiato non solo i dipendenti dell’azienda, ma anche il fisco, con gravi ripercussioni sul piano economico e legale.
Last modified: Ottobre 2, 2025

