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Al via il fascicolo sanitario elettronico 2.0: come funziona e perché sarà utile a medici e cittadini

Palermo ( venerdì, 19 dicembre 2025)– Un archivio digitale unico, capace di raccogliere e rendere immediatamente consultabile la storia clinica di ogni paziente: è il fascicolo sanitario elettronico (Fse) 2.0, il nuovo strumento che nei prossimi mesi prenderà forma anche in Sicilia. Il progetto, finanziato con risorse del Pnrr nell’ambito della Missione 6 dedicata alla Salute, punta a migliorare l’efficienza del sistema sanitario e la qualità dell’assistenza.

di Marika Ballarò

Palermo e Messina saranno le province pilota della fase di avvio. Il percorso formativo che accompagna l’introduzione del Fse coinvolgerà circa 7 mila professionisti sanitari tra città e provincia di Palermo e oltre 3 mila a Messina. La presentazione ufficiale della prima fase si è svolta a Villa Magnisi, a Palermo, durante il convegno dedicato all’adozione e all’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico da parte delle Regioni.

Il progetto nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto dagli Ordini dei Medici di Palermo e Messina insieme alle rispettive Asp, successivamente approvato con un decreto dell’assessorato regionale alla Salute. L’obiettivo è duplice: da un lato potenziare l’infrastruttura tecnologica del sistema sanitario, dall’altro accompagnare medici e operatori con una formazione mirata sulla gestione dei dati e sull’uso dei nuovi servizi digitali destinati ai cittadini.

I destinatari della formazione saranno medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e professionisti delle strutture private autorizzate e accreditate. La Sicilia si prepara così ad allinearsi agli standard europei in tema di digitalizzazione sanitaria. Le regole del Pnrr fissano l’entrata in funzione del sistema entro giugno 2026, ma i promotori del progetto confidano di rispettare ampiamente la tabella di marcia.

L’investimento complessivo sull’Isola ammonta a 6,2 milioni di euro, suddivisi tra le nove Asp: circa 1,5 milioni sono destinati all’area di Palermo, mentre per Messina la quota supera i 770 mila euro.

«Il fascicolo sanitario elettronico non è solo uno strumento per chi amministra la sanità, ma soprattutto un diritto in più per il cittadino», spiega Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo. «Con il consenso del medico curante, ogni persona potrà accedere a una scheda completa che raccoglie esami, referti e informazioni cliniche. Questo consentirà, ad esempio, a un medico o a un pronto soccorso di consultare immediatamente i dati anche se il paziente non li ha con sé».

Il Fse permette quindi di ricostruire in modo rapido e sicuro la storia sanitaria di un individuo, favorendo diagnosi più tempestive e cure più appropriate. «Esiste un obbligo normativo che impone la piena operatività entro il 2026 – aggiunge Amato – e le risorse Pnrr vanno utilizzate correttamente, altrimenti rischiano di essere perse. Avviare il percorso già nel 2025 è un segnale positivo. Si tratta di uno strumento valido non solo in Sicilia, ma in tutta Italia e anche in Europa, consentendo ai cittadini di portare con sé i propri dati sanitari ovunque si trovino».

Un passo avanti che segna l’inizio della transizione digitale della sanità siciliana, con Palermo e Messina chiamate a fare da apripista per il resto della Regione.

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Last modified: Dicembre 19, 2025
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