Palermo ( lunedì, 29 dicembre 2025)– Resta agli arresti domiciliari l’ex prefetto Filippo Piritore, accusato di aver ostacolato le indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare, motivando la decisione con un quadro ritenuto di particolare gravità.
di Marika Ballarò
Secondo i giudici, Piritore avrebbe dimostrato una condotta consapevole e reiterata volta a interferire con la ricostruzione dei fatti, intervenendo sul percorso di formazione delle prove e fornendo indicazioni fuorvianti agli investigatori. Un comportamento che, stando alle motivazioni, non può essere ricondotto a un episodio isolato, ma rivela una precisa volontà di depistaggio.
Al centro delle contestazioni vi è anche la presunta sparizione di un guanto lasciato dagli assassini all’interno dell’auto utilizzata per la fuga. Un elemento ritenuto cruciale dagli inquirenti e che, se effettivamente sottratto, avrebbe compromesso in modo irreversibile lo sviluppo delle indagini su uno dei delitti più drammatici e irrisolti della storia repubblicana.
Per il Riesame, la natura dei fatti contestati e le modalità con cui sarebbero stati commessi evidenziano il pericolo che simili condotte possano ripetersi, giustificando così il mantenimento della misura cautelare. L’inchiesta riguarda il depistaggio delle indagini sull’assassinio dell’allora presidente della Regione Siciliana, ucciso a Palermo 45 anni fa.
Last modified: Gennaio 2, 2026

