Palermo– La fuga dei siciliani continua e coinvolge in maniera particolarmente forte la provincia di Palermo. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, che fotografa una mobilità ormai strutturale. Secondo gli ultimi dati Aire, sono 138.239 i palermitani residenti all’estero, una quota imponente se confrontata con gli oltre 826 mila siciliani iscritti all’anagrafe consolare.
di Marika Ballarò
La Sicilia, con circa 844 mila residenti fuori dai confini nazionali, resta la prima regione italiana per numero di emigrati, seguita da Lombardia (690 mila) e Veneto (614 mila).
Il peso della provincia di Palermo sui flussi migratori non è solo un dato numerico: racconta la trasformazione sociale e demografica dell’Isola.
L’invecchiamento della popolazione, combinato con la riduzione dei residenti e la mancanza di opportunità professionali, continua a spingere migliaia di giovani oltre lo Stretto. Parallelamente, le comunità palermitane già radicate all’estero rappresentano un capitale prezioso, fatto di reti di relazioni, competenze e identità culturale che mantiene saldo il legame con le origini.
Le mete più frequenti rimangono Germania, Argentina, Belgio, Francia e Svizzera: destinazioni storiche delle migrazioni del dopoguerra, oggi scelte anche da nuove generazioni in cerca di percorsi di studio, stabilità economica e prospettive di crescita.
Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio che riguarda tutto il Mezzogiorno. Tra il 2014 e il 2024, la perdita di giovani qualificati ha colpito ogni regione del Sud.
- La Campania è quella con la fuga più consistente: –65 mila giovani laureati.
- La Sicilia segue con –56 mila.
Al contrario, le regioni del Centro-Nord hanno tutte registrato un saldo positivo:
- Lombardia +111 mila,
- Emilia-Romagna +54 mila,
tra le realtà più attrattive.


