Palermo ( mercoledì, 28 gennaio 2026)– Fogli bianchi attraversati e fissati al suolo con aste di metallo, costretti a restare ancorati alla terra mentre il vento li fa vibrare senza sosta. Non possono librarsi, ma si muovono, quasi respirano. Per tutta la giornata di ieri, 27 gennaio, questi fogli hanno animato il prato del memoriale di Portella della Ginestra, trasformandosi in un’immagine potente di memoria e resistenza. Un’installazione che, nel Giorno della Memoria dedicato alle vittime del nazifascismo, ha voluto estendere il suo significato anche a chi ha perso la vita per mano della mafia.
di Marika Ballarò
L’opera porta la firma dell’artista lombardo Giacomo Nicola Manenti, conosciuto da decenni semplicemente come “Nicola”, nome scelto negli anni Settanta in ricordo di un amico scomparso. Il progetto è stato realizzato a Piana degli Albanesi in collaborazione con la sezione palermitana dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, alla quale l’artista è iscritto attraverso la sezione di Dongo.
Dopo aver partecipato all’iniziativa tenutasi all’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo — alla presenza anche dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice — l’Anpi ha voluto proseguire le celebrazioni del 27 gennaio accogliendo l’installazione di Nicola. Un artista da sempre lontano dai circuiti commerciali e dall’idea di un’arte piegata alle logiche del mercato, convinto che la creazione artistica debba nutrire il pensiero e la coscienza, non il profitto.
È stato lo stesso Nicola, che in passato ha portato opere simili in luoghi segnati da tragedie e violenze come Cutro, Riace, Srebrenica e Lampedusa, a contattare l’Anpi in vista della Giornata della Memoria. L’installazione, pensata come omaggio temporaneo, è stata smontata al termine della giornata, lasciando però un segno profondo.
«Con questo gesto — ha spiegato Salvo Li Castri a nome dell’Anpi Palermo — abbiamo voluto tenere viva la memoria delle vittime di mafia, delle guerre e del terrorismo, ricordando le loro esistenze spezzate, trafitte dalla violenza e dall’odio». Un ricordo affidato a fogli che non volano, ma che continuano a muoversi, come una presenza che rifiuta il silenzio.
Last modified: Gennaio 29, 2026

