Palermo ( giovedì, 2 ottobre 2025)– L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato in extremis il disegno di legge che modifica la riforma del sistema di formazione professionale varata nel 2019. Il testo è passato con 32 voti favorevoli e 22 astenuti, evitando così il rischio concreto di perdere circa 100 milioni di euro provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
di Marika Ballarò
Il termine ultimo per recepire le modifiche richieste dall’Unione Europea era infatti fissato per la sera di martedì 30 settembre. Il via libera è arrivato grazie a un accordo tacito tra maggioranza e opposizione, che ha scelto di non ostacolare l’approvazione del provvedimento, pur non risparmiando critiche al governo regionale.
Al centro del disegno di legge c’è l’adeguamento del catalogo dei corsi di formazione, misura necessaria per garantire l’erogazione dei fondi europei destinati al settore. Ogni Regione beneficiaria, secondo le regole del PNRR, era obbligata a introdurre le modifiche entro la scadenza. L’assessore alla Formazione, Mimmo Turano, è stato duramente attaccato dalle opposizioni per il ritardo con cui il testo è arrivato in aula.
Tra i commenti più significativi spicca quello di Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo ed Enna, che ha accolto positivamente l’apertura della riforma alla partecipazione delle imprese private nel processo formativo.
“Finalmente la formazione diventa uno strumento concreto per l’accesso al lavoro, dopo anni in cui è stata utilizzata solo per garantire stipendi a migliaia di formatori – ha dichiarato Albanese –. Questa riforma rappresenta un passo importante verso un sistema più efficace e legato alle reali esigenze del mercato del lavoro”.
Secondo Albanese, affidare la formazione direttamente alle aziende, supportate da professionisti e formatori esperti, è una scelta logica. “Non è una questione di pregiudizio verso gli enti di formazione – ha precisato – ma di efficacia. Troppi corsi si sono rivelati inutili e non hanno prodotto altro che disoccupazione. Le imprese, spesso in difficoltà nel trovare personale qualificato, possono ora contribuire attivamente a colmare questo divario. La formazione deve essere uno strumento funzionale alle assunzioni e non fine a se stessa”.
Last modified: Ottobre 2, 2025

