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Il mistero della tomba di Minosse: tra mito, storia e archeologia in Sicilia

Palermo ( giovedì, 2 ottobre 2025)– La leggenda del re cretese Minosse, figura mitica ma dal forte impatto storico-culturale, continua a far discutere studiosi e appassionati. Secondo fonti antiche come Erodoto, Diodoro Siculo e Tucidide, Minosse sarebbe morto in Sicilia durante l’inseguimento del celebre inventore Dedalo. Una narrazione avvincente, che lega la storia dell’isola al mito minoico e che ancora oggi accende il dibattito sulla possibile ubicazione della sua tomba.

di Marika Ballarò

Minosse, noto per aver commissionato a Dedalo la costruzione del celebre Labirinto in cui rinchiuse il Minotauro, sarebbe stato ucciso a tradimento in Sicilia dalle figlie di Cocalo, re di Camico, dopo che quest’ultimo lo aveva accolto con l’inganno. La sua sepoltura, secondo la tradizione, fu costruita con tutti gli onori: una parte nascosta per custodire le ossa e una visibile, trasformata in tempio dedicato ad Afrodite.

Oggi, due luoghi in Sicilia vengono considerati possibili sedi della leggendaria tomba di Minosse: le Grotte della Gurfa, nel Palermitano, e il Monte Guastanella, nell’Agrigentino.

Le Grotte della Gurfa, situate nei pressi di Alia, non sono cavità naturali, ma un’imponente struttura scavata nella roccia, a forma di thòlos, che richiama l’architettura funeraria minoica. In passato, furono utilizzate come granai e luoghi di culto. Alcuni studiosi ritengono che la maestosità dell’ipogeo indichi la presenza di una sepoltura reale o comunque destinata a una figura di altissimo rilievo.

Ma una seconda teoria, avanzata dalla professoressa Rosamaria Rita Lombardo, sposta l’attenzione sul Monte Guastanella, tra Raffadali e Santa Elisabetta. Questo rilievo, già definito “un enigma” dall’archeologo Paolo Orsi, conserva strutture antiche, necropoli e resti mai indagati a fondo.

Proprio nella zona del Guastanella, la tradizione orale tramanda una filastrocca in dialetto che menziona la sepoltura di un “Re Mini” dentro la montagna, circondato da oro e destinato a trasformarsi in un ariete d’oro quando verrà scoperto. È proprio da questa memoria collettiva che la prof.ssa Lombardo ha tratto spunto per le sue ricerche, ipotizzando che dietro il mito si celi un evento storico tramandato per generazioni.

Attraverso un approccio filologico, toponomastico e archeologico, Lombardo propone di rivedere il confine tra leggenda e realtà. Il mito, nella sua visione, non è solo finzione ma memoria storica codificata in forma poetica e orale. E potrebbe essere proprio il mito a guidare la scoperta della verità sepolta nel cuore della Sicilia.

Il Monte Guastanella, con le sue strutture ancora inesplorate, potrebbe custodire una delle storie più affascinanti del Mediterraneo: quella di un re straniero, venuto dal mare, morto in esilio, sepolto in terra sicula, e avvolto per sempre dal mistero.

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Last modified: Ottobre 2, 2025
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