Scritto da 10:05 am Palermo, Cronaca, Top News

L’arresto di Cuffaro e l’idea delle piste sintetiche a Piano Battaglia

Palermo (domenica, 7 dicembre 2025)–  Totò Cuffaro torna agli arresti domiciliari. L’ordinanza firmata dal gip Carmen Salustro conferma l’esistenza di un vero e proprio “metodo Cuffaro”, ma esclude che ci fosse una struttura associativa stabile. Diverse ipotesi di corruzione vengono ridimensionate: l’unico episodio ritenuto provato riguarda il concorso pilotato all’ospedale Villa Sofia. Restano invece ancora poco definiti i contorni dell’intercettazione sulla presunta mazzetta da 25 mila euro collegata al Consorzio di bonifica.

di Marika Ballarò

Nel suo approfondimento per Dossier, Sandra Figliuolo chiarisce perché solo l’ex presidente della Regione, l’ex direttore generale Roberto Colletti e il responsabile del Trauma center Antonio Iacono siano stati posti ai domiciliari, mentre gli altri quindici indagati restano a piede libero.

Ma le carte dell’inchiesta raccontano anche altro. Nell’ordinanza compare una nuova informativa dei Ros su un presunto affare illecito che coinvolgerebbe il settore della formazione e una comunità terapeutica. Un capitolo potenzialmente collegato a una convenzione da milioni di euro con l’Asp di Palermo e a una struttura già al centro di tensioni politiche all’Ars tra la Democrazia Cristiana e il governo Schifani. In Procura si valuta se presentare ricorso contro la decisione del gip. Figliuolo, su Dossier, ricostruisce l’intero quadro investigativo, che appare più ampio di quanto emerso finora.

Intanto, sulle Madonie, si studia il futuro di Piano Battaglia. La Città metropolitana di Palermo ha mostrato in anteprima a Dossier il progetto preliminare che immagina il rilancio dell’area: due piste da sci sintetiche, utilizzabili anche in estate, e un impianto “tubby” dedicato ai bambini. Nel frattempo, con le prime nevicate già arrivate, sono partiti gli interventi di manutenzione e si programma la stagione invernale, comprese le nuove assunzioni. Luca La Mantiaracconta nel dettaglio un’idea ambiziosa che punta a trasformare il comprensorio in una destinazione familiare e sportiva aperta tutto l’anno.

Non mancano però le voci critiche. Legambiente boccia il progetto, giudicandolo in contrasto con il “senso della montagna”. Il presidente regionale Tommaso Castronovo, intervistato da La Mantia, contesta l’introduzione di piste artificiali e propone un modello alternativo basato su sentieri, turismo lento e interventi strutturali per fronteggiare la crisi climatica. Una posizione che riaccende il confronto sulla vera vocazione delle Madonie.

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Last modified: Dicembre 8, 2025
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