Palermo ( giovedì, 31 luglio 2025) – Lo precisa l’avvocato Massimo Motisi, legale dell’amministratore della Cribea srl, impresa autorizzata dal Tribunale misure di prevenzione a stipulare il contratto di locazione dell’albergo di via Amari. “Non si tratta di un bene tolto alla mafia, la confisca riguarda unicamente una porzione dell’unità immobiliare”.
di Marika Ballarò
L’avvocato Massimo Motisi, legale di Giorgio Cristiano, chiarisce che il suo assistito non ha mai avuto rapporti con Giovanni Brusca, smentendo le insinuazioni diffuse da una docu-inchiesta e da un articolo di Fanpage che lo indicavano come “nipote” del boss e presunto prestanome. Motisi precisa che esisteva solo un lontano legame di affinità dovuto a un matrimonio passato tra Brusca e una parente di Cristiano.
Inoltre, l’avvocato smentisce che l’Hotel Garibaldi di via Amari sia un bene confiscato alla mafia: la confisca ha riguardato solo una porzione dell’immobile, appartenente alla Cedam srl. L’attività alberghiera era gestita dalla F. Ponte spa, poi sfrattata per morosità. La Cribea srl, oggi amministrata da Cristiano, è subentrata regolarmente nel contratto di locazione, autorizzata dal Tribunale. Né Cristiano né Cribea hanno avuto legami con le vicende giudiziarie del Gruppo Ponte.
Last modified: Luglio 31, 2025

