Palermo ( lunedì, 19 dicembre 2026)– Un’aula simbolo della Scuola di Medicina e Chirurgia del Policlinico Paolo Giaccone porta da oggi un nuovo nome, carico di significato. L’Aula B del complesso didattico è stata infatti dedicata al professor Giuseppe Licata, figura centrale della medicina interna palermitana e riferimento umano e scientifico per generazioni di medici. Un’intitolazione che va oltre il gesto formale e diventa omaggio a un autentico maestro.
di Marika Ballarò
La cerimonia si è svolta lunedì 19 gennaio e ha voluto ricordare un professionista che ha lasciato un segno profondo nella vita accademica e clinica dell’Università di Palermo e del Policlinico. Insieme a lui è stato commemorato anche il professor Antonio Pinto, prematuramente scomparso, al quale è stata intitolata l’Aula A.
Alla scopertura della targa hanno partecipato i figli del professor Licata – Anna, docente di Medicina e unica ad aver seguito il percorso professionale del padre, Gaetano, professore di Filosofia, e Federica, avvocato – accompagnati dalla moglie, visibilmente emozionata, e dai nipoti. Una presenza familiare che ha reso il momento ancora più intenso.
A guidare l’incontro è stato il professor Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia. Sono intervenuti il rettore Massimo Midiri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e la direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari. Ma il ritratto più profondo del professor Licata è arrivato dalle parole di chi ne è stato allievo e collaboratore, il professor Antonino Tuttolomondo, oggi ordinario di Medicina interna.
Nel suo intervento, Tuttolomondo ha restituito l’immagine di un docente esigente e appassionato, che per oltre trent’anni ha ricoperto il ruolo di professore ordinario, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della medicina interna e alla visione dell’internista come figura centrale nell’organizzazione dell’assistenza e della formazione medica. Ha ricordato il rigore con cui Licata affrontava la pratica clinica e l’insegnamento, pretendendo una conoscenza completa del paziente – dall’anamnesi alla terapia – e l’attenzione costante alla dimensione umana della cura.
Un’eredità fatta di competenza, dedizione e metodo, che oggi continua a vivere anche attraverso un’aula universitaria, luogo di formazione per i medici di domani.
Last modified: Gennaio 22, 2026

